Il Manifesto del Carnevale 2015

Feb 22, 2014 3 Comments by

Ha già due primati il manifesto del Carnevale di Viareggio 2015. Innanzitutto viene presentato con largo anticipo. Poi è doppio. Per la prima volta, infatti, vengono date alle stampe due versioni dello stesso manifesto: una con sfondo bianco e l’altra nero. Un’idea provocatoria per accontentare i gusti e le sensibilità di tutti.

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Le due versioni del manifesto del Carnevale di Viareggio 2015 sono firmate a quattro mani. Da un lato l’intuito e l’ingegno fotografico di Roberto Paglianti, dall’altro l’inventiva e l’abilità grafica di Beppe Bertuccelli, che ha curato l’edizione 2014 della rivista ufficiale “Viareggio in Maschera”. La fotografia centrale è uno degli interessanti scatti che Paglianti ha realizzato lo scorso autunno, girando tra gli hangar della Cittadella “armato” della sua macchina fotografica. Il tocco di luce, la posizione esatta, l’angolatura giusta e click. La foto ritrae il volto di Re Carnevale protagonista del carro di Massimo Breschi, che sta sfilando in queste settimane. Un volto che per la sua impostazione è un omaggio del costruttore ad un grande maestro della cartapesta come Sergio Baroni. L’obiettivo di Paglianti ha colto l’attimo, così come va colto l’attimo del Carnevale che passa repentino e fugge via. La grande bocca del Re del Buonumore, il suo sorriso e l’occhio spalancato colpiscono immediatamente l’immaginario dell’osservatore e sembrano interpretare l’espressione entusiasta di chi osserva, sbalordito, il gigantismo dei carri. La cartapesta del volto della figura immortalata nella foto, non ancora colorata, fa intuire immediatamente che si tratta di un’opera destinata al Carnevale. Nello sfondo: il carattere dell’essenza del Carnevale stesso, che nel bianco e nel nero gioca la sua dualità e che lo vede essere ponte tra l’oscurità dell’inverno e la luce della primavera.

L’idea di avere subito a disposizione il manifesto 2015 nasce dalla volontà di far partire con anticipo la promozione della prossima edizione del Carnevale. Inizialmente la Fondazione era orientata a bandire un concorso pubblico. Poi ha deciso di cogliere l’occasione della mostra fotografica di Roberto Paglianti che ha arricchito il programma di questa edizione. Osservando alcuni tra gli scatti più interessanti è balzata l’immagine originale scelta per il manifesto. Il lavoro di composizione grafica di Beppe Bertuccelli ha completato l’opera proposta nelle due versioni. Identiche le diciture. In alto la formula “il Carnevale” fa subito intuire che di Viareggio si tratta, Carnevale per eccellenza; subito sotto la scritta: febbraio 2015. Perché è quello il mese del Carnevale.

Evidenza, Segnalazioni

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3 Responses to “Il Manifesto del Carnevale 2015”

  1. Serena Ferri says:

    Questo poster, oltre ad essere raccapricciante, non ha nemmeno i minimi requisiti di impostazione grafica e tipografica. Per quanto riguarda la provocazione, ho da ridire anche su questo. Warhol era provocatorio…e tanti altri artisti lo sono stati. Questa è solo una caduta di stile sia dal punto di vista grafico che fotografico. Tralasciando ogni commento sulla valenza semiotica di questa schifezza (tanto chi lo ha approvato non potrebbe capire), consiglierei al Paglianti, che in passato di sicuro ha reso miglior merito a se stesso (spero), di dimenticarsi di Photoshop e partire dalle basi la prossima volta: Come si fa un Poster? Qual’è il target di riferimento? Dove va posizionato? Si vedrà bene da lontano? E molto altro…

  2. Simone Carraro says:

    L’unico apprezzamento che posso fare è al coraggio di coloro che lo hanno firmato come proprio lavoro.
    Per il resto sono d’accordo con Serena Ferri. Ulteriori commenti o analisi del prodotto, sarebbero come sparare sulla croce rossa.

  3. Nicola says:

    Mi piacerebbe vedere la foto originale, senza sfumature ne ritocchi osceni come quelli presenti su questa foto.
    Sono convinto che sarebbe bastata la foto originale per farci il manifesto, aggiungendo solo le date.
    Con lo sfondo nero, non si può vedere! Sembra la locandina di un film horror e ricorda vagamente IT di Stephen King.

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