Coppa Carnevale 2013: vince l’Anderlecht!

LUNEDI’ 25 FEBBRAIO

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MILAN-ANDERLECHT 0-3

Reti: 5′ st. Acheampong (A), 31′ Acheampong (A), 48′ Jaadi (A).

MILAN (4-3-3): Narduzzo; Ferretti (12′ st. Pedone), Pacifico, Speranza, Tamas (21′ st. Pinato); Lora (27′ st. Prosenik), Cristante, Piccinocchi (38′ st. Bastone); Henty (17′ st. Aniekan), Petagna, Ganz. (A disposizione: Andrenacci, Petkovic, Lucarini, Spagnoli, Bortoli, Iotti). All. Dolcetti.
ANDERLECHT (4-4-2): Roef; D’Alberto A., Mbemba, Heylen, Lukaku; Tarfi, Dendoncker, Daf, Diarra (33′ st. Jaadi); Acheampong, Soumare (24′ st. Henen). (A disposizione: Cekrezi, De Wilde, Rivituso, Carvalho). All. Peeters.
Arbitro: De Marco di Chiavari (assistenti Giallatini di Roma 2 e Preti di Mantova).

 

Note: spettatori 1500 circa; presenti in tribuna Galliani, Allegri, Braida, Sacchi, Antognoni, Evani, Ganz, Sannino, Simoni; ammoniti Tarfi (A), Pacifico (M), Diarra (A); angoli 5-3; recupero 0′ pt. e 5′ st.

Per la decima volta in 65 edizioni, la Viareggio Cup viene vinta da una squadra straniera. L’Anderlecht era alla prima finale e battendo il Milan è diventata anche la prima squadra belga ad aver vinto la Coppa Carnevale.

 

L’Anderlecht, che è stato parsimonioso con appena 4 gol all’attivo e addirittura 1 solo subito nelle precedenti 6 partite del Torneo, ha firmato la finalissima con un trionfo carico di reti. La squadra di Peeters ha smentito tutti sul piano della fatica. Con soli 17 giocatori ha dimostrato di avere nelle gambe una preparazione atletica incredibile. Il Milan, che nella ripresa ha ceduto proprio sul piano fisico, può recriminare oggettivamente per l’occasione sciupata da Petagna nel primo tempo. Una traversa da un metro che avrebbe potuto cambiare il destino dell’intero match. Anche con questo rischio l’Anderlecht comunque si è difeso bene e ha costruito il successo sulla sua grande organizzazione tattica e sulla velocità dei suoi attaccanti.

 

La partita è stata molto combattuta e, specialmente nel primo tempo, ha vissuto su ritmi elevati. Il Milan (ancora senza l’infortunato De Feo) è partito bene e col suo 4-3-3 ha subito confezionato un’occasione con Ganz che al 7’, su lancio del playmaker Cristante, ha calciato alto col sinistro da buona posizione. Ma è al 24’ che i rossoneri di Dolcetti creano la maggior palla-gol del primo tempo: cross basso di Lora da destra, la palla attraversa tutta l’area di rigore e sul secondo palo Ganz la rimette in mezzo per l’accorrente Petagna che da due passi a porta spalancata colpisce incredibilmente la traversa. E nel calcio, si sa, alla fine chi sbaglia paga. L’Anderlecht col suo coriaceo e organizzato 4-4-2 nel finale di frazione, al 41’, avrebbe la palla buona per il vantaggio  ma Diarra calcia malissimo da dentro l’area e spara altissimo.

 

La ripresa parte col gol di Acheampong che di testa fredda Narduzzo già al 5’ su preciso cross da sinistra di Diarra. Colpevole però la difesa milanista che nell’occasione si perde il promettente attaccante belga. Il Milan si rimbocca immediatamente le maniche e va alla carica del nemico per cercare il pareggio. Ma al 12’ i guantoni del vigile Roef dicono di no alla gran botta ravvicinata di Ganz, ispirato da un chirurgico filtrante del solito Cristante. La partita cala un po’ di intensità e i rossoneri fanno fatica a rendersi pericolosi. Al 31’ Acheampong parte da solo da metà campo e di sfondamento arriva fino in area, dove col sinistro batte Narduzzo per il 2-0. Il Milan accusa il raddoppio e non ha più le forze per reagire. Così nel recupero arriva anche il 3-0 a firma Jaadi (giocatore più giovane della finale) che sul secondo palo raccoglie un passaggio di Tarfi dopo una parata di Narduzzo ancora sull’incontenibile Acheampong, davvero scatenato in questa finalissima.

 

L’Anderlecht si aggiudica quindi la 65a edizione della Viareggio Cup, confermandosi squadra molto fisica ma anche dotata di elementi di grande qualità come il portiere Roef, il difensore e capitano Heylen, il terzino di spinta Jordan Lukaku (fratello d’arte), i centrocampisti Daf e Dendoncker, le ali Diarra e Tarfi e la punta Acheampong. Il Milan (che non vince il Torneo dal 2001) perde la sua settima finale sulle quindici disputate. Ma si consola con la consapevolezza di avere una rosa piena di talenti in rampa di lancio: Cristante, Petagna e Ganz su tutti.

LE ITERVISTE

Aldo Dolcetti, tecnico del Milan, riconosce meriti e valore di un avversario, l’Anderlecht, che alla fine si è imposto 3-0: «Faccio i complimenti a loro. Noi potevamo far sì che la gara girasse a nostro favore. Nel primo tempo abbiamo tenuto i ritmi giusti che ci hanno consentito di essere veloci ad aggredire in zona offensiva. La mia analisi è di una squadra Primavera e la devo valutare in base alla crescita del gruppo che si è guadagnato la finale. Ci ha superato un avversario forte, ma la punizione è stata troppa severa. Quando l’Anderlecht è passato in vantaggio abbiamo lasciato spazi invitanti, senza riuscire a riorganizzarci. Non dimentichiamoci che in due settimane abbiamo disputate 7 partite, loro sono una squadra ben strutturata fisicamente, abbinando anche una buona tecnica. Noi siamo comunque più che contenti di questo risultato».

Bryan Cristante, centrocampista del Milan, è stato eletto dalla giuria dei nove giornalisti al seguito della Viareggio Cup come quinto «Golden Boy», premio che gli verrà consegnato alla trasmissione «La domenica sportiva»: «È una grandissima soddisfazione, anche se preferivo vincere il Torneo. L’Anderlecht è una bella squadra, ma se avessimo segnato nel primo tempo, le cose magari sarebbero andate diversamente. Noi abbiamo disputato una bella partita al termine di un grande Torneo. Abbiamo dato tutto, anche se nella ripresa noi siamo calati un po’ e l’Anderlecht ha fatto il suo gioco. Purtroppo nel tentativo di rimontare, abbiamo subito altri due gol».

René Peeters, tecnico dell’Anderlecht, è raggiante per la conquista della Viareggio Cup della sua squadra: «Sono orgoglioso dei miei ragazzi, perché ho sempre detto che sarebbe stato entusiasmante vincere questo Torneo. Devo cominciare a realizzare di averlo conquistato, anche se non pensavo che saremmo arrivati in finale. Se non abbiamo segnato molti gol durante il Torneo è anche perché siamo stati un po’ sfortunati. Oggi abbiamo dato tutto e abbiamo vinto meritatamente».

GIOCATORI PREMIATI

 

GOLDEN-BOY: Bryan CRISTANTE (Milan)

 

CAPOCANNONIERE: Simone Andrea GANZ (Milan) con 5 gol

 

MIGLIOR PORTIERE DEL TORNEO: Davy ROEF (Anderlecht)

 

GIOCATORE PIÙ GIOVANE DELLA FINALE: Nabil JAADI (Anderlecht) nato il 1° Luglio 1996

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