I bozzetti dei carri 2012 – 2a categoria

Continuiamo la carrellata sui bozzetti dei carri del Carnevale di Viareggio 2012 con quelli di seconda categoria.

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Lo stratega. la “politica dello struzzo” di Jacopo Allegrucci

In un’ Italia colpita da una crisi economica sempre più devastante, da un aumento incessante di tasse e da manovre economiche, all’italiano
non resta altro che tentare la fortuna.
E’ qui che nasce, la strategia dello struzzo: mettere la testa sotto terra,
alzare la coda, e sperare nella dea bendata. e allora gente “giocate giocate giocate” e buona fortuna.

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“Vieni vieni con me!” di Emilio Cinquini

“vieni vieni con me, o peccator carnale” reciterebbe satana sulla soglia del quinto dell’inferno rivolgendosi a silvio mentre tenta di fuggire al suo destino eterno.
“talor ti chiaman papi, altri rocco, di femmine avesti coda lunga, tutte fronte al bunga-bunga. vieni silvio, vieni con me!”
“tanta è la fama misteriosa, e tanta è la caduta rovinosa che in vita ti fu data, dalla voglia mai appagata”, canta oggi il sommo dante e sentenzia: “ per te sesso e potere, per noi tasse e dolore. brucia dunque all’inferno Berlusca peccatore…..vieni vieni con me!”
Il carro è composto, nella parte centrale, da un cilindro rappresentante l’inferno con i suoi gironi, segnalati da grandi cartigli con riferimenti ai 7 peccati capitali, e rivestito delle anime dei dannati aggrovigliate e accapigliate l’un l’altra. al suo interno troviamo una grande figura di lucifero ( che si erge ad un’altezza pari a tutta l’altezza del cilindro), che appare con l’apertura graduale delle due parti della struttura. il diavolo muove braccia e mani in modo suadente invitando ad entrare la maschera di Silvio Berlusconi che si trova appena al lato destro del cilindro stesso.
Berlusconi nudo e disperato, tenta di fuggire dal suo destino e si volge piangente a satana quasi a chiedere clemenza. sul lato opposto alla maschera di Berlusconi, è realizzato un pulpito di roccia sul quale un attore assume le vesti di un moderno dante alighieri, che narra mimando le vicende peccaminose del premier. l’ambiente infernale della costruzione, è restituito anche dalle fiamme che avvolgono completamente la sua parte inferiore e dalla roccia scura che costituisce la base portante del cilindro.

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“Garibaldi fu ferito” di Umberto e Stefano Cinquini

Ahi serva Italia,
di dolore ostello,
nave senza nocchiere in gran tempesta,
non donna di province ma bordello
( dante alighieri-divina commedia-purgatorio vi 76-78)

qui si fa l’Italia……
o si fa……
Carnevaleeee…!!!
(liberamente tratto da aforismi di Giuseppe Garibaldi )

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“Cervelli in fuga (saluti e baci)” di Eleonora Francioni

Cervelli in fuga, capitali in fuga,
migranti in fuga dal bagnasciuga.
E’ malincònia, terra di santi subito e sanguisuga
il paese del sole, in pratica oggi paese dei raggi uva
non è l’impressione, la situazione è più grave di un basso tuba
e chi vuole rimanere, ma come fa?!
Ha le mani legate come andromeda!
qua ogni rapporto si complica
come quello di washington con teheran
si peggiora con l’età, ti viene il broncio da gary coleman
metti nella valigia la collera e scappa da malincònia
tanto se ne vanno tutti! da qua se ne vanno tutti!
Non te ne accorgi ma da qua se ne vanno tutti!
Da qua se ne vanno tutti! da qua se ne vanno tutti!
Non te ne accorgi ma da qua se ne vanno tutti!
tratto da malincònia Caparezza, testo di Michele Salvemini

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“Ibernati” di Luciano Tomei

Può un ghiacciaio umanizzarsi e diventare una figura imponente e semovente?
Nella realtà sicuramente no, ma il nostro carnevale è quel tipo di “ vero” che si sposa con l’estro e la fantasia trasformando i sogni in cose concrete, enormi maschere di carta dalle mille sembianze diverse.
Questo nostro ghiacciaio dunque prende vita, si fa beffe di alcuni uomini politici presi un po’ a casaccio dai vari schieramenti, e pare dire loro: come me anche voi siete “ perenni” ora al governo poi all’opposizione ma siete sempre e solo voi.
Ecco quindi che sfileranno assieme il ghiaccio e la politica entrambi fissi e fermi nel loro mare calmo in un immobilismi che rasenta la fiaba, vedremo dunque “ ibernati” in questo papà ghiacciaio, volti noti della politica dal cavaliere a Bersani, dal pannella nazionale a prodi passando per il sor Di Pietro ecc.
Non mancheranno alcuni dei più vetusti naturalmente.
Ho voluto risparmiare le quote rosa da questa ibernazione, anche perché appartengono più spesso al genere maschile quelli che si occupano di politica ponendo radici solide nelle poltrone che di volta in volta occupano.
Una semplice e comprensibile ironia a cui farà da sfondo un colore audace e per certi versi azzardato, un candore che unirà tutti in centro destra e sinistra, tutti “ ibernati” tutti lì da una vita come le nevi perenni.
Faranno parte dell’allegra brigata anche i signori: Sgarbi, Vespa, Fede e Lerner, anche loro lì, ad occuparsi di cose legate alla politica, e sempre fedeli nel loro posto, senza mollare.
naturalmente avrei potuto aggiungere altri ospiti a questa mia settimana bianca ma 25 capocce incastonate nel ghiaccio mi sembravano sufficienti, grazie poi a una delle caratteristiche che fanno della carta a calco un nostro fiore all’occhiello le teste medesime verranno moltiplicate fino a coprire gran parte del carro. mano a mano che faremo il ghiaccio per coprire le parti del carro vedremo di aggiungerci indumenti atti a combattere il freddo insomma sarà un lavoro che ci manterrà belli freschi.

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“Non è questo…il mondo che vorrei!” di Enrico Vannucci

Fin dai tempi della nascita del mondo, è sempre stata tramandata la teoria secondo la quale il bene trionfa sul male. L’uomo si è talmente evoluto ed è talmente mutato che ciò che prima, per la maggioranza, era una speranza e forse qualcosa di più, oggi è tutto stravolto.
Si tifa per il male, si gioisce per tutto ciò che prende il sopravvento sul bene.
“Non è questo il mondo che vorrei”, tutto ciò che avevamo elevato a nostro punto di riferimento, oggi è tutto capovolto. Traendo spunto da una famosissima canzone dal titolo “il mondo che vorrei”, di Vasco Rossi, cito una strofa esplicativa del senso e del concetto base della costruzione.
Vasco dice: “ ed è proprio quello che non si potrebbe quello che vorrei, ed sempre quello che non si direbbe che direi, quando dico che non è così il mondo che vorrei”.
Il testo della canzone ha un tema ben preciso: il fatto che il mondo vada al contrario e che ci sia un profondo ribaltamento delle priorità generali.
Il bene tende ad essere surclassato dal male e si tende ad orientarci sempre più spesso verso cose, valori e sensazioni contrarie al bene inteso nel suo significato più etico la costruzione sviluppa appunto il tema del ribaltamento dei valori e delle priorità che sta prendendo sempre più piede nell’epoca moderna

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