I carri vincitori tra il 1901 ed il 1925

Riccardo Mazzoni, con un certosino lavoro storico-filologico, ci guida alla scoperta delle radici stesse del carnevale, illuminando, col puntuale lavoro di ricercatore qual’è, alcuni misteri e incongruenze che riguardano i carri che vinsero tra il 1901 ed il 1925…

Una ricerca storico-carnevalesca

di Riccardo Mazzoni (dal suo blog)

Come promesso, ecco una rapida e sintetica rassegna delle notizie relative ai carri vincitori dei corsi carnevaleschi della Belle Epoque tratte dai periodici locali dell’epoca. Il giornale “L’Unione versiliese” copre il periodo dal 1901 al 1904, mentre “Il Libeccio” ci permette di spaziare dal 1905 al 1914.

Ho voluto anche verificare i primi premi dati per certi dall’albo d’oro ufficiale riportato sul sito della Fondazione Carnevale. Per il periodo considerato sono i seguenti:

  • 1905 – “La signora al volante” (ignoto)
  • 1906 – “Il Trionfo del Carnevale” (Antonio Fontanini) e “La dea di fiori” (Pietro Tofanelli)
  • 1907 – “Il trionfo dell’agricoltura” (Raffaello Tolomei)
  • 1908 – “La bellezza vince la forza” (Raffaello Tolomei)
  • 1909 – “I burattini meccanici” (Giuseppe Giorgi detto “Noce”)
  • 1910 – “La coppa dei fiori” (Pietro Tofanelli)
  • 1911 – “Il Trionfo del progresso” (Guido Baroni) e “Il Trionfo della vita” (Domenico Ghiselli)

Per tutti gli altri anni fino ad oggi non si disponeva di nessuna notizia.

Il materiale documentario raccolto riguarda soltanto i carri (durante il corso sfilavano infatti anche carrozze e biciclette addobbate; erano inoltre già presenti “maschere isolate”). Di norma si teneva un solo corso all’anno, la domenica precedente il martedì grasso.

Nel 1901 risultò vincitore il carro raffigurante “Gli abitanti della luna”; nel 1902 quello “Pro-divorzio”: purtroppo non vi è accenno alcuno al nome dei progettisti (elemento costante in quasi tutti gli articoli apparsi sui periodici anche negli anni successivi, in cui viene spesso rimarcato che la costruzione del carro è un lavoro fondamentalmente collettivo). In entrambi gli anni sfilarono solo due carri. Nel 1903 le costruzioni in gara furono quattro, tutte di notevole livello. Vinse il pittore Mario Norfini con un carro dedicato al “Telegrafo Marconi”. Tutte le sfilate ebbero luogo in via Regia. Non si hanno notizie di corsi per il 1904, ma solo di veglioni.

Nel 1905 un bellissimo articolo del “Libeccio” descrive praticamente “in diretta” l’arrivo dei carri per la prima volta sul Viale Manin. Vinse il carro intitolato “Il Trionfo dell’automobilismo” che, per l’argomento, può senz’altro corrispondere a “La signora al volante” citato nell’albo d’oro della Fondazione. Nel 1906 si ebbe un testa a testa tra i carri “Il Trionfo del Carnevale” e “La dea dei fiori”, ma a differenza di quanto afferma la Fondazione a vincere fu solo il primo. A titolo di curiosità, viste le polemiche che si ripetono puntualmente anche ai “nostri tempi”, riporto uno stralcio delle motivazioni della giuria: “Sappiamo che la Giuria nell’assegnazione dei premi ha avuto per base non solo il lavoro artistico dei carri o delle mascherate, ma il modo col quale il soggetto prefissosi era stato svolto e si era dato corpo all’idea allegorica che si voleva rappresentare”. Fu in base a questi criteri che venne privilegiato “Il Trionfo del Carnevale” rispetto a “La dea dei fiori”. Per il 1907 di nuovo non si hanno notizie di corsi carnevaleschi, ma solo di veglioni (la Fondazione riporta la vittoria del carro “Il Trionfo dell’agricoltura”, basandosi probabilmente su un articolo di Frediano Belli, “Carnevale d’altri tempi”, apparso sulla rivista “Viareggio in maschera” del 1926 che però si fonda su ricordi personali non suffragati da documenti). Nel 1908 il corso non fu organizzato direttamente da un comitato cittadino, ma venne delegato alla Società Ciclistica “Rapidus”, molto conosciuta all’epoca e ben inserita nel tessuto sociale della città (il ciclismo era uno sport molto seguito). Vinse il carro “Il globo terracqueo” (la costruzione “La bellezza vince la forza” indicata come vincitrice dalla Fondazione sfilerà invece nel 1913 ottenendo solo il terzo premio). Nel 1909 “Il Libeccio” si lamenta del fatto che non si è tenuto nessun corso carnevalesco, mentre la Fondazione indica invece un carro vincitore, “I burattini meccanici” del celebre “Noce” (Giuseppe Giorgi). Di questo carro nei periodici non ho trovato nessuna notizia ma sicuramente sfilò, anche se non sappiamo in quale anno, perché lo ricorda nelle sue memorie Alfredo Morescalchi. Nel 1910 vinse il carro “Il vaso portafiori” che sicuramente corrisponde alla costruzione “La coppa dei fiori” indicata dalla Fondazione.

Nel 1911 si tenne il corso più importante di tutto quel periodo, vero antesignano dei grandi corsi carnevaleschi degli anni Venti. Pubblicizzato a livello nazionale, fece giungere a Viareggio una folla straordinaria. Secondo la stampa dell’epoca i sette carri partecipanti (anche se forse furono di più) raggiunsero tutti la dignità di “vere espressioni d’arte”. Vinse “Il Trionfo del Progresso” di Guido Baroni dopo un’aspra contesa con “Il Trionfo della vita” di Domenico Ghiselli (la Fondazione pone invece le due costruzioni a pari merito). Controversa, come ho detto nel mio precedente post, è la partecipazione di Lorenzo Viani alla decorazione del carro del Ghiselli. Di nuovo una situazione di stallo nel 1912, anno in cui i festeggiamenti furono ridotti a causa della guerra in Libia. E proprio un carro “patriottico”, “La gloria del tricolore”, chiamato anche “Il Trionfo dell’Italia” si aggiudicò il corso del 1913. In quell’anno è attestata la prima ripresa cinematografica dei carri realizzata da una casa di produzione locale, la “Versilia film” (la pellicola fu proiettata all’Eolo al termine del Carnevale). Nel 1914 il corso si tenne regolarmente, ma a causa di una polemica tra il comitato organizzatore e la stampa cittadina non venne ufficializzata alcuna premiazione, che di fatto però avvenne dato che si ha notizia del monte premi assegnato.

Dedico questa ricerca, che per sua stessa natura è “in divenire” (ci sono almeno un’altra mezza dozzina di periodici del tempo da consultare), a tutti gli appassionati del Carnevale.

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