I giudizi della giuria: mascherate in gruppo

Ecco la relazione della giuria relativa alle mascherate in gruppo. La giuria era formata da: Francesco Belluomini, Francesco Toscano, Gianni Costa, Angelo Tabarrani, David Tabaracci, Pierpaolo Baldini, Cinzia Cinquini, Sabrina Lugnani, Maura Micheletti.


Paurosamente divertenti (di L.Tomei, 1° classificato)

Ha il merito di stupire per la fattura dei personaggi, che inseriti in un contesto carnevalesco perdono la loro natura “paurosamente minacciosa” per assumere un carattere grottesco. Lavoro molto curato nei dettagli. I personaggi sono così ben realizzati da sembrare di assistere ad una puntata televisiva della Famiglia Addams.

Italian Circus (di P.Lazzari e A.Servetto. 2° classificato)

Variegati e consoni i colori di una mascherata allegra. La buona modellazione completa una tematica satirica graffiante e garbata, così come ottima risulta la scenografia d’insieme. I particolari sono curati e buona appare la somiglianza dei personaggi raffigurati.

Non perdiamo la rotta (di A.Milazzo, 3° classificato)

La mascherata colpisce per un cromatismo di notevole effetto. Originale e suggestiva la modellazione dei mascheroni. Riesce a completare il messaggio scenico, di per sé ottimo in partenza, l’accattivante interpretazione dei portatori.

Santo subito (di G.Ghiselli, 4° classificato)

Questa semplice mascherata è meglio articolata rispetto ad altre e grande è l’impatto dal punto di vista cromatico. I figuranti, persino nel duplice colore delle calze, hanno dimostrato ricercatezza nel rispetto del costume delle guardie svizzere, che si completa con un copricapo dalla foggia lucente di un elmetto. La portantina ha creato un elemento in più di movimento. È ricca pure di ironia; dalla bufera dei mali del calcio, infatti, si passa al riscatto mondiale che porta allo sfogo: Santo Subito, esclamazione tipica di un modo di vedere sbrigativo. È l’omaggio più viareggino e ricco di simpatia per il grande Lippi che tanta fama ha portato all’Italia e soprattutto a Viareggio.

Immersi nella lettura di un mare di cultura (di R.De Leo, 5° classificato)

Intriga il tema affrontato con una vena di promozione culturale. Buona la modellazione dei diversi soggetti marini. Mascherata di gruppo che poteva risultare notevole, se non pesasse nel giudizio la dimensione del mascherone che lascia interamente scoperti i portatori incaricati: forse si poteva integrare il tutto dotando gli stessi portatori di un costume carnevalesco adeguato al pesce assegnato a ciascuno di essi, non lasciandoli con una tuta di uno stesso colore.

Quando la banda passò… (di E.Ceragioli, 6°classificato)

Buona modellazione e buoni i colori degli otto elementi della mascherata. Un po’ statici i dati somatici dei personaggi, rappresentanti, anche se vivacizzati dagli strumenti loro assegnati.

Arti in maschera (di M.Neri, 7° classificato)

Il tentativo ambizioso è riuscito solo in parte al costruttore, essendosi evidenziate nell’esito alcune frettolosità e carenze di modellazione, non del tutto suffragate da un’adeguata colorazione tonale.

Vissi d’arte, vissi d’amore: le donne di Puccini (di M.Etna, 8° classificato)

Di accettabile fattura i mascheroni al femminile dotati di tuniche di scena, che sembrano sottratte dal guardaroba teatrale lirico di Torre del Lago. Sufficiente la modellazione e la colorazione dei soggetti in cartapesta, anche se la mascherata non ha un particolare impatto visivo.

Zapping: cervelli alla deriva (di M.Canova, 9° classificato)

Ottima l’idea originaria, anche se sviluppata con piccole carenze di modellazione. Sufficiente la colorazione. Non male la parodia delle teste collocate fuori dai busti, anche se lasciano a desiderare nell’individuazione dei personaggi rappresentati, ancorché fossero intesi come anonimi dal costruttore.

Al lupo, al lupo (di G.Bomberini, 10° classificato)

Appena sufficiente la modellazione scultorea, seppure alquanto ripetitiva. Non entusiasmante la colorazione dei mascheroni. Poco riuscita ci sembra la singola maschera con sembianze umane,a meno di considerare la stessa frutto di uno stato d’animo comprensibilmente in subbuglio, la non sufficiente somiglianza del Berlusconi Allarmista e Anatomista.

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