I verdetti dei carri di seconda categoria

Il carri dei fratelli Cinquini

E dopo i verdetti della giuria sui carri di prima categoria ecco, di seguito, quelli di seconda…

1) Barcollo, ma non mollo di Umberto e Stefano Cinquini  Il soggetto è accattivante, sempre attuale e reso in modo simpatico e immediato. I mascheroni sono curati nelle caratterizzazioni, brillanti ed attraenti nei colori. Il gioco delle masse conferisce alla costruzione un buon equilibrio generale che riesce a compensare i vuoti. Significativa e di buon impatto l’idea della molla alla base dei mascheroni così come l’accompagnamento che precede l’avanzare della costruzione. Nel complesso il carro si mostra per un impatto visivo riuscito, fresco e ironico nel più genuino spirito carnevalesco.

2) Marameo! di Jacopo Allegrucci  La costruzione presenta un soggetto ironico ed efficace. Carico d’effetto il mascherone che sbeffeggia il “potere” ingabbiato e buona la modellatura dei vari personaggi. L’effetto cromatico complessivo è gradevole. Il mascherone principale, seppur ben realizzato è curato nei particolari, è forse posizionato troppo in basso, perdendo la visibilità che invece merita. I movimenti sono in parte semplificati dalla sospensione delle figure.

3) Il grillo furioso di Emilio Cinquini  L’idea del “Grillo furioso” che cerca di domare i mostri della quotidianità è un tema attuale. La costruzione si impone per l’impostazione dai tratti tradizionali e per lo sviluppo verticale. Molto buona la figura centrale del drago alato che appare di grande impatto scenico proporzionato in tutte le sue parti ed efficace nei movimenti. La buona modellatura e l’effetto dei colori risaltano un carro che appare in sostanza ben riuscito anche nella parte posteriore. Si evidenziano alcune perplessità sulla composizione delle masse delle parti laterali che potevano avere una maggiore consistenza e sulla figura di Grillo che meritava maggiore evidenza, mentre resta un po’ troppo relegata come “sfondo” e poco efficacemente proporzionata. Vivace la coreografia dei figuranti.

4) Chi ha rapito l’allegria? di Luciano Tomei  La costruzione è di impostazione e struttura tradizionale ed affronta un tema di facile comprensione, ma non altrettanto felicemente definito. Il mascherone centrale risulta un po’ frettolosamente risolto nei particolari, anche se appaiono accettabili i movimenti del viso. La costruzione appare meglio impostata sulle masse dei personaggi laterali. Nel complesso il carro presenta un impatto visivo non pienamente coinvolgente ed i colori appaiono un po’ “stanchi” e troppo uniformi. Le figure retrostanti potevano avere una migliore risoluzione scenica, come troppo abbozzato appare il motivo alla base del mascherone

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