Intervista ad Annie Sidro

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È alla cittadella che ho l’onore di incontrare Annie Sidro, in pieno mese di gennaio dove i carri lasciano apparire con mistero quello che saranno. Annie non vuole perdersi le prime emozioni, guarda meravigliata, saluta i carristi, scatta tante foto e si emoziona nell’immaginare i carri finiti.

– Annie Sidro, ci parli un po’ di lei… di cosa si occupa esattamente?
Sono di Nizza, la mia famiglia fa carri dal 1897, la mia passione per il carnevale è nata quindi naturalmente. Sono creatrice dell’associazione "carnaval sans frontiere" e storica del carnevale riconosciuta dall’Unesco. Dal 1988, sono incaricata dal comitato delle feste di Nizza di sviluppare relazioni con importanti carnevali del mondo intero. Con il Carnevale di Viareggio ci sono ottimi rapporti, ormai sono tanti anni che vengo qui a Viareggio ed ho pure delle forti amicizie con certi carristi; su tutti Gilbert Lebigre che ho incontrato nel 1988, ma anche Arnaldo Galli e Silvano Avanzini che conoscevo bene. Attualmente sono consigliere culturale all’ufficio del turismo di Nizza. Sono anche socio-sostenitrice dei carristi viareggini e, come si può capire, una grandissima appassionata del carnevale di Viareggio che seguo da sempre.

– Annie, ci parli del carnevale di Nizza, e del gemellaggio con quello di Viareggio….
Il carnevale di Nizza nasce nel 1873, proprio come quello di Viareggio: in quell’epoca il carnevale di Nizza era il più bello del mondo, ed un modello per qualsiasi carnevale. Pure il Carnevale di Viareggio prendeva spunto dal nostro carnevale. Negli anni 50, i carri del Carnevale di Viareggio hanno preso delle dimensioni stratosferiche, e noi francesi non abbiamo saputo tenere il passo. Possiamo quindi dire che c’è stato da sempre una grandissima stima reciproca fra questi due carnevali. Dagli anni 50 in poi sono state tantissime le visite reciproche e le iniziative create per rendere sempre viva questa stima reciproca. In effetti Roberto Vannucci ha progettato un carro per il carnevale di Nizza (Arcimboldo), e quasi ogni anno delegazioni del Carnevale viareggino vengono a sfilare sulla nostra "promenade des Anglais" nome del lungomare nizzardo. Nel 1998, ci furono rapporti di amicizia fra liceali nizzardi e viareggini e portai studenti di Nizza ad ammirare il corso.
Nel 2003 ho organizzato in presenza di Franco Moretti, una presentazione del carnevale di Nizza a Viareggio. Come vedi sono tante le iniziative che sono state realizzate ma ancora tantissime quelle che ho in mente di realizzare. Quest’anno il carnevale di Nizza renderà omaggio al Mediterraneo e all’Italia e ci sarà uno speciale a Burlamacco .

– Come è gestito il carnevale di Nizza?
Fino al 1996, veniva gestito dal "comitato delle feste" ma ora se ne occupa l’ufficio del turismo cioè il comune. Ogni anno il comune tira fuori 6 milioni di euro per finanziare il carnevale che è l’iniziativa invernale più importante della costa azzurra e che porta gente dal mondo intero. I paganti sono all’incirca 150.000, quindi molto di meno che a Viareggio ma l’enorme massa di gente che il carnevale porta sulla nostra costa offre movimento e quindi rientro di denaro alla città di Nizza. Il carnevale di Nizza che è molto meno bello di quello di Viareggio, riesce però ad essere molto più conosciuto a livello europeo o mondiale. Questo è un elemento fondamentale che gli amministratori del Carnevale di Viareggio dovrebbero studiare. Per quanto riguarda l’anima della città, Nizza conta più di 500.000 abitanti e la tradizione nizzarda si è persa negli anni. Le feste popolari, le canzoni in dialetto nizzardo sono praticamente sparite.
L’anno scorso sono venuta al rione Marco Polo e ho visto e capito la vera anima del Carnevale di Viareggio. Vorrei cercare di portare diversi gruppi di persone alle vostre feste e ho per progetto di creare rioni nella città di Nizza.

Insomma i legami fra il Carnevale di Viareggio e quello di Nizza sono solo agli inizi e Annie Sidro ci invita oltre ad esplorare anche il carnevale Nizzardo e a cercare di rendere viva questa amicizia.

Intervista raccolta da Matteo Cima per Burlanews.

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