Etimologia del “coriandolo”

I coriandoli sono piccoli ritagli di carta colorata usati nelle festività per essere lanciati in aria o su persone. Tipici del Carnevale e di altre festività come il Capodanno. Spesso il loro uso è abbinato a quello delle stelle filanti.

I coriandoli all’origine erano semi della pianta di coriandolo ricoperti di gesso, come confetti, da lanciare dai carri e dai balconi. In seguito, pur rimanendo chiamati coriandoli si utilizzarono nei lanci palline di carta colorata o di gesso.

Solo nel 1875 furono adottati i cerchi di carta, grazie all’inventiva dell’ingegner Enrico Mangili di Crescenzago (Milano) che iniziò a commercializzare come coriandoli i cerchi di carta di risulta dalle carte traforate utilizzate in sericoltura per l’allevamento dei bachi da seta.

In inglese, tedesco, olandese, svedese e in spagnolo sono curiosamente chiamati con il termine italiano di “confetti”.

Alcuni attribuiscono l’invenzione dei coriandoli al fisico nucleare triestino Ettore Fenderl.

Fonte: Wikipedia.