La Favola di Burlamacco

La favola che segue fu presentata, nel 1999 durante la manifestazione d’apertura di quella edizione e pubblicata su Viareggio in Maschera dello stesso anno.

È stata scritta da Elisabetta Salvatori, già componente della commissione tecnico-artistica del Carnevale dal 1998 al 2002, facendosi apprezzare per la disponibilità e la capacità nel rendere veramente magico ogni suo intervento..

C’era una volta un disegnatore che voleva creare con le matite e la sua fantasia, una maschera di carnevale, per regalarla a Viareggio che era la sua città.
Si mise d’impegno e lavorò tutto il giorno, ma la maschera non venne fuori. Dopo cena di nuovo si mise al tavolo da disegno, ma inutilmente…

Poi guardò oltre la finestra che dava sul mare, finchè la stanchezza lo vinse e si addormentò.
Che strano!…Nel sogno del disegnatore c’era ancora il mare della sua città e maschere!!! Non una disegnata da lui, maschere conosciute, amate… C’era Puccinella, con il camicione bianco, Arlecchino, con cento toppe, Capitan Spaventa, con una gorgiera elegante, Pierrot con un solo bottone, Balanzone avvolto da un grande mantello e Rugantino, con un bel cappello rosso.

Le maschere giocavano e danzavano sulla spiaggia al ritmo d’una musica senza tempo. Poi la musica si fece sommessa, le maschere si fermarono e si voltarono verso l’unica finestra accesa nel cuore della notte. Era la finestra del disegnatore, e dietro ai vetri, s’intravedeva l’uomo assopito sui fogli. Allora le maschere si avvicinarono e riprendendo la danza si tolsero un elemento del proprio costume per regararlo al disegnatore e dar vita così ad una nuova maschera, nata dalla generosità delle maschere tradizionali.

Quando il disegnatore al mattino si svegliò, era tutto chiaro… il sogno andava solo disegnato.

E così in un giorno di sole, davanti al mare di Viareggio, dalla matita di un uomo che sapeva sognare, prendeva vita la più giovane delle maschere…sembrava un gioco, uno sberleffo, una burla… e forse proprio per questo la chiamò BURLAMACCO! E l’amo subito… e con lui l’amò tutta la città.

A Viareggio era nato un figlio, figlio della fantasia, del carnevale, di tutta la gente, quella gente che si sentì subito unita a Burlamacco e chiese al buon disegnatore di creargli una compagna che avesse il sapore di Viareggio e del suo mare, e gli restasse sempre vicina, magari come mascherina innamorata.
Il disegnatore guardò di nuovo oltre la finestra, vide un’onda infrangersi a riva, sorrise, e disegnò ONDINA che per sempre sarebbe stata la fedele compagna di Burlamacco.

E da allora furono baci e coriandoli!!!