Le Baldorie /1

di Paolo Fornaciari

Il fuoco come manifestazione d’esultanza e di festa ha tradizioni antiche anche nella storia di Viareggio. Già intorno alla seconda metà del Seicento si facevano grandi baldorie per la festa di S. Antonio da Padova, patrono della comunità…

Grandi fuochi accessi nella notte furono il segnale della rivolta che nel maggio 1799 i viareggini, istigati dal clero e dalla parte più reazionaria della nobiltà lucchese, al grido di “Viva Maria”, organizzarono contro i ”giacobini” e le truppe francesi, nel tentativo di un’insurrezione impossibile che voleva l’unione alla Toscana o addirittura la proclamazione di una Repubblica viareggina. Ma la festa delle baldorie che dal 1854 infiamma le strade e le piazze di Viareggio – oggi molto meno rispetto ad alcuni anni fa – nasce come momento di ringraziamento collettivo per “grazia ricevuta”. Ma vediamo come ha origine questa tradizione che ormai è parte integrante del patrimonio storico e culturale di Viareggio.

Innanzi tutto bisogna ricordare, come necessaria premessa, il fatto che nel 1837 Zaverio Cardinali, membro di un’antica famiglia marinara di Viareggio, per onorare il voto fatto alla Vergine per avergli salvato la vita nel naufragio della tartana “Madonna di Montenero”, fece erigere vicino al ponte di Pisa un tabernacolo dedicato alla Madonna Bambina, che ben presto divenne luogo di venerazione e di culto. Nella nostra storia s’inseriscono poi le gravi epidemie che in quegli anni imperversarono anche nel nostro territorio, causando situazioni drammatiche e numerose vittime. Fra le più gravi fu quella del luglio 1854 che diffuse il colera in quasi tutta la Toscana, portato – così si ritiene – da un bastimento napoletano approdato nel porto di Livorno, e che colpì con impressionante virulenza anche la nostra città. I contagiati furono ricoverati nell’ospedaletto di “San Giuseppe” che aveva una potenzialità di dodici posti letto, che risultarono subito insufficienti.

Per Viareggio fu un momento drammatico, con conseguenze disastrose per l’economia della città e con una mortalità che in mancanza di dati ufficiali può essere stimata in circa 500 decessi a causa del colera. In questa situazione disperata si distinsero il curato di S. Antonio, padre Angelico Bargellini, che non esitò a ritirarsi insieme ai malati nell’ospedaletto per prestare opera di conforto materiale e spirituale agli ammalati, padre Antonio Pucci e suor Giuliana Lenci, che si prodigarono amorevolmente a rischio della vita nell’assistenza a quanti avevano bisogno. Mentre l’epidemia implacabile infuriava sulla città prostata, la popolazione, davanti agli scarsi risultati dei provvedimenti medico-sanitari predisposti, decise di chiedere un aiuto dal cielo. Nei giorni di settembre che precedevano la festa della natività della Madonna padre Pucci, il “Curatino”, invitò il popolo a radunarsi intorno al tabernacolo ai piedi del ponte di Pisa e a pregare la Vergine affinché si realizzasse un miracolo.

L’epidemia cessò, improvvisamente come si era manifestata, e questo per tutti non fu visto come un caso. Per quanti avevano fede il miracolo era avvenuto e questo grazie all’intercessione della Madonna. Così la sera del 7 settembre di quel 1854 tutta Viareggio si riunì intorno al tabernacolo per ringraziare la Vergine, pregando e celebrando la festa con fuochi e baldorie di gioia. Da quel giorno, tutti gli anni Viareggio alza al cielo lingue di fuoco, forse sempre meno numerose ed alte per motivi di sicurezza, forse meno alimentate da partecipato spirito devozionale, ma ancora testimonianza d’attaccamento alla nostra tradizione, affinché, arsi dall’ansia del presente e del futuro, non disperdiamo la nostra storia in un pugno di cenere.

Articolo di Paolo Fornaciari

Previous Article
Next Article

Countdown Carnevale 2021

days
0
-3
hours
0
0
minutes
-1
-6
seconds
-5
-1

LA BANDIERA BURLAMACCA

IL QUADERNO DEI MASNADA

La pagina FB del Festival

Wiki Carnevale Viareggio