“Le verità di fango” di Pietro Atzeni

image Sabato 4 giugno alle ore 18:00, nell’ambito della kermesse culturale e letteraria “Matì – la FantastiTorre” la presentazione di un libro straordinario nel suo genere.

“Le verità di fango” di Pietro Atzeni, che per voi giungerà appositamente dalla Sardegna, vi terrà col fiato sospeso alla ricerca di una certezza, al di fuori dalla fanghiglia che opprime la nostra società.

Appena terminata la lettura di quest’opera letteraria, viene spontaneo cercare di catalogarla in un genere. Thriller? Noir? Saggio? Si, tutti e tre insieme, perché questo romanzo ha tra le proprie caratteristiche vincenti, quella di essere l’unico nel suo genere, poiché ad oggi non ha termini di paragone con nessun altro genere letterario del panorama italiano. È un’analisi sistematica del nostro Paese, un’analisi racchiusa dentro parole di personaggi apparentemente senza volto, sconosciuti, figli illegittimi nati dall’unione di inchiostro e fantasia. Ma col passare delle pagine, questi personaggi diventano persone, spuntano dei volti, e in qualche caso anche dei nomi… E il sistema che li racchiude, e racchiude anche tutti noi in una spire pericolosa tra l’inganno e l’illusione, si fa sempre più chiaro, con lo scorrere delle pagine e dei paragrafi. Pietro Atzeni ha usato un linguaggio a metà tra il discorsivo comunemente conosciuto nel pour-parler e il trattato di economia aziendale, con le giuste riflessioni e le pause adatte per consentire alla mente di sviluppare diapositive, che poi diventeranno fotografie del nostro tempo, del nostro Stato. Ecco, ne “Le verità di fango”, si assiste proprio, in una camera oscura, alla creazione di un’immagine nitida anche se complessa, non senza un boccone di acido che può cogliere il lettore di fronte appunto ad una tale verità, ad una tale “impressione” che questo libro ha il potere di fermare nelle pellicole delle nostre anime. E quando si chiude l’ultima pagina, si ha la sensazione di non riuscire più a guardare il mondo con gli stessi occhi, come se appunto quella macchina fotografica e soprattutto, in questa metafora, l’occhio sapiente ed esperto del fotografo che porta il nome di Pietro Atzeni, avessero per sempre immortalato in noi la solida consapevolezza di vivere in un’argilla fangosa che, nel momento in cui cuocerà, ci vedrà per sempre fossili prigionieri di un sistema acquitrinoso.

Ingresso Libero

Letture di Paola Vecchiotti

Vi aspettiamo numerosi.

Seguirà un brindisi con l’autore.

Previous Article
Next Article