Abbiamo appreso della nascita del nuovo Festival dei Rioni e, visto l’inevitabile accostamento con il Festival di Burlamacco, crediamo sia utile chiarire la posizione dei Carnevalari.
Partiamo dalle cose che ci piacciono. È positiva l’idea di coinvolgere i bambini e far conoscere loro le canzoni del Carnevale, vecchie e nuove. Ogni occasione in più per scrivere, cantare e ascoltare nuova musica carnevalesca è benvenuta.
Qualche perplessità sulla scelta, però, rimane. Il Carnevale offre moltissimi ambiti nei quali investire idee e risorse e siamo certi che la nuova Fondazione saprà sviluppare nuovi progetti, ai quali saremo disponibili, quando possibile, a contribuire. Ci ha sorpreso quindi che una delle prime iniziative annunciate sia stata proprio un altro concorso di canzoni inedite, intervenendo su un terreno nel quale a Viareggio esiste già da vent’anni un’esperienza autonoma e consolidata.
La scelta della Fondazione è naturalmente legittima, ma sarebbe sbagliato considerare il Festival dei Rioni e il Festival di Burlamacco come manifestazioni alternative o concorrenti. Occupare in parte lo stesso spazio non significa essere la stessa cosa: le caratteristiche annunciate mostrano infatti che i due Festival nascono da logiche profondamente diverse.
Il Festival di Burlamacco è aperto a tutti: chiunque rispetti il bando può presentare una canzone. Nel Festival dei Rioni saranno invece i singoli rioni a individuare e invitare i propri rappresentanti.
Nel 2027 il Festival di Burlamacco arriverà alla sua 21ª edizione. Ventunesima! È una manifestazione nata dal basso, che si autofinanzia e si autodetermina grazie alla passione e al lavoro dei volontari. Non è soltanto una gara canora: è un percorso costruito insieme, che coinvolge per mesi tante persone e culmina nelle tre serate del Festival. È una comunità che si ritrova, lavora e si diverte insieme.
In vent’anni sono nate più di 300 canzoni, sono stati coinvolti centinaia di autori, interpreti, musicisti e volontari e il Festival ha contribuito agli oltre 80.000 euro complessivamente donati dalla nostra Associazione a realtà e progetti benefici del territorio. Il pubblico ci ha accompagnato con il tutto esaurito allo Jenco, al Politeama e all’Eden.
Proprio per queste differenze, oggi non avrebbe senso immaginare un unico Festival, né spareggi tra le due canzoni vincitrici. Dopo vent’anni, il modo stesso in cui realizziamo il Festival è diventato parte della sua identità. Non cerchiamo budget più importanti o una dimensione istituzionale: la sua bellezza sta anche nel costruircelo insieme, con le nostre forze. È partecipazione e cultura popolare.
Anche sulla Canzone Ufficiale vogliamo essere chiari: non l’abbiamo chiesta e non è mai stata la ragione per cui facciamo il Festival di Burlamacco. Negli 8 anni in cui la Fondazione Carnevale ha attribuito quel riconoscimento alla nostra canzone vincitrice ne siamo stati contenti, ma l’ufficialità non può che essere una scelta dell’istituzione ufficiale del Carnevale. Ci auguriamo che la nuova manifestazione, con gli strumenti editoriali e promozionali della Fondazione, riesca a portare la propria vincitrice anche oltre i confini cittadini.
Il cuore del Festival di Burlamacco resta invece un altro: mantenere viva la passione per la musica del Carnevale di Viareggio, scoprire nuovi autori e interpreti e dimostrare che dal basso, dall’iniziativa spontanea e dalla voglia di fare e di stare insieme può nascere qualcosa capace di durare nel tempo. È questo, per noi, il senso del Carnevale come festa popolare.
Il 21, 22 e 23 gennaio 2027 saremo al Teatro Jenco per la XXI edizione del Festival di Burlamacco.

